08/7/12

Omelia del parroco per la Messa esequiale di Franco Pizzuto

Castronovo di Sicilia , 06 Agosto 2012 – ore 9,30

Il sommo poeta Dante Alighieri , nella Divina Commedia ,  nel canto 26 dell’inferno , ai versetti 118,119 e 120 così si esprime  : –

“Considerate la vostra semenza ,

fatti non foste a viver come bruti ,

ma per seguir virtute e canoscenza ! “

Questa frase che il poeta fa pronunciare ad Ulisse , fa da sprone , da stimolo , perché ricorda agli uomini di non essere stati creati per vivere come bestie , come animali , ma per raggiungere la virtù e la conoscenza  , per vivere secondo la legge morale e la vera sapienza .

Arrivati come siamo al 2012 , agli inizi del terzo millennio dell’era cristiana , mi domando – dopo quello che è successo sabato scorso – se oggi veramente viviamo seguendo un’etica morale , seguendo la legge di Dio .

I valori fondamentali sui quali , un tempo , si basavano la società e la famiglia sono oggi , purtroppo , in crisi profonda, in profondo rosso ; il degrado morale si fa sempre più strada mentre ci abbrutisce e ci cambia totalmente la vita . Ricordiamoci però che al degrado morale ed alla violenza in ogni sua forma si può e di deve reagire con fermezza . Vivere da bruti è vivere una vita noisa , povera , infelice ed in solitudine . Invece vivere con la virtù e la conoscenza significa essere felici , orgogliosi della vita che ci ha dato il Signore e che nessuno ci può e ci deve togliere . La vita infatti è sacra e guai a chi la offende .

Gesù , prima di essere arrestato nell’orto degli ulivi , rivolgendosi all’apostolo Giuda Iscariota , il traditore , lo chiama “ amico “ . “ Amico , con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo ? ” Anch’io stamattina mi permetto di rivolgermi alle persone che sabato scorso hanno appiccato il fuoco in vari punti del territorio castronovese , dicendo loro : “ Amici  ma cosa credete di avere fatto ? come fate a sentirvi a posto , a stare ritti , in piedi , quando invece dovreste stare con la faccia a  terra in segno di penitenza e di dolore , quando nella coscienza – se ne avete – dovrebbe pesarvi l’omicidio commesso con  la morte del carissimo e buon Franco ? Come potete vivere con questo peso , con questo rimorso che vi accompagnerà per tutta la vita ? Come potete guardare negli occhi le altre persone pensando a quello che avete causato distruggendo una vita ed una famiglia ? Cosa direte agli affranti genitori Pina e Calogero , cosa direte al fratello Benedetto e soprattutto cosa direte alla sposa Rosuccia ed ai tre angioletti , i piccoli Alessandro , Lorenzo e Luca ? Camuffandovi nella società di oggi , spesso strana , deludente e scostante , potete benissimo pensare di farla franca , di non correre rischi e quindi di non avere paura di incappare nella giustizia umana spesso lenta ed incerta ; ma non non potrete mai e poi mai sfuggire alla giustizia di Dio , una giustizia severa e veloce che scruta e squarcia in profondità reni e cuore.

Dio c’è e vi vede e già vi ha giudicato .

Dante Alighieri , sempre nella sua Divina Commedia propone

”la legge del contrappasso “ e la attribuisce come prassi punitiva ed espiatrice , che fa soffrire il contrario di ciò che si è fatto di male agli altri con l’aggiunta di altre sofferenze e torture,  Nino Martoglio in una sua opera la chiama : – “U contra “ . Nel diritto romano la norma da seguire per molti casi era la seguente : – “ Contraria contrariis curantur ” .

Nel vecchio testamento veniva chiamata la “legge del taglione“ meglio conosciuta con la frase: –  “occhio per occhio e dente per dente“. Nel nuovo testamento si legge  che “chi di spada ferisce , di spada perirà “ . Noi oggi siamo soliti dire :“ chi la fa , l’aspetti“.

Io , invece di seguire le norme e le consuetudini sopra elencate , a voi ignoti che vi siete macchiati della morte del buon Franco dico: – pentitevi e fate ammenda del vostro crimine. Non vi basterà una vita di rimorsi per saldare un debito così grande con Dio, con tutta Castronovo ( il paesaggio deturpato ed i cittadini offesi ed indignati ) , con tutti gli operatori del servizio antiincendio e con le forze dell’ordine che mettono costantemente a repentaglio la loro vita per proteggerci e difenderci . Ma sopratutto non vi basterà una vita di rimorsi e di rimpianti per saldare un debito così grande con la famiglia Pizzuto alla quale sinceramente, in questo momento, manifestiamo – tutti quanti – la nostra vicinanza , il nostro affetto con un grande simbolico abbraccio che tutti ci unisce in questa grande e speciale celebrazione eucaristica , memoriale perpetuo della nostra redenzione.

Ciao Franco, vivi in pace , vivi in Dio. Amen!

Padre Onorio

07/8/12

Omelia di Padre Onorio per il suo 47° anniversario di sacerdozio

Il Sacerdozio ministeriale: una vocazione vissuta per gli altri, vissuta per voi!

 

Una caratteristica dominante nel celebrare ogni anno l’anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale è certamente l’entusiasmo vivo che — come 47 anni fa – mi accompagna e mi contraddistingue per la scelta fatta gia all’età di 10 anni quando sono entrato nel Seminario di Palermo il 20 ottobre del 1953.

In questi anni il magistero della Chiesa e le direttive particolari dei nostri Vescovi ci hanno educati ed incoraggiati a stare dentro la storia, dentro la società, tra i problemi della gente, le famiglie della Parrocchia, i problemi dei giovani ed il loro pieno inserimento nella comunità. Non siamo stranieri nella società di oggi anche se abbiamo abbondantemente passato “gli anta”. Abbiamo un messaggio forte e sempre nuovo da portare, quello del Vangelo e della sua radicalità. Senza il Vangelo e senza la Presenza del Signore, la società sarebbe più povera. Senza il ministero ed il servizio Sacerdotale le nostre comunità e le nostre famiglie sarebbero davvero più povere, più sole. Nostro compito primario e donare a tutti l’entusiasmo del Vangelo, insegnando soprattutto alle giovani generazioni, con la nostra vita, che è bello essere Sacerdote ed e una chiamata grande quella di dare la vita per gli altri, una chiamata che ti cambia davvero la vita. Essere prete caratterizza tutta una vita nel segno positivo fin dal giorno della prima Messa. “Sacerdos , celebra Missum ut primam, ut unicam, ut ultimam”! Quanta intensità di preghiera in quei momenti. In essi ho potuto gustare, sin dal primo giorno, tutta la novità e la bellezza dell’essere Sacerdote: ministro dell’altare e servitore dei fratelli. Continua a leggere