Cenni storici sulla Chiesa Madre e Archivio Parrocchiale

La Chiesa Parrocchiale della SS. Trinità in Castronovo di Sicilia (Provincia e Arcidiocesi diPalermo), come costruzione, risale al 1091 ed era adibita a presidio militare tra le due grandi città: “Himera” ed “Akragas”.
Riadattata ed ampliata divenne chiesa aperta al culto il 30 ottobre del 1388 e fu poi eretta Parrocchia e consacrata il 3 maggio del 1404. I lavori iniziarono nel 1381. Fu costruita entro il muro di circonvallazione presso la “porticella” attorno al castello normanno fatto edificare dal conte Ruggero ed ampliato da Manfredi Chiaramonte nel 1375. Il castello sorgeva sull’ampia piattaforma ai piedi del Kassar ed era circondato da un largo fossato, oggi completamente ricolmato. Di esso le uniche tracce rimangono nelle due torri di cui una costituisce l’attuale campanile e l’altra l’abside della Chiesa Madre. Si possono ancora oggi notare chiari i segni dell’antica costruzione nelle mura prospicienti il salone parrocchiale e nella parte superiore interna del tetto della Chiesa stessa. La Chiesa è situata negli ambienti dell’antico castello romano che originariamente erano adibiti in parte ad abitazione dei soldati ed in parte a prigioni. Si decise la costruzione della Chiesa nel sito attuale quando l’antichissima Comunia e l’antica Collegiata vi si trasferirono abbandonando la Chiesa Madre “Santa Maria dell’Udienza” sulla rupe di S. Vitale, antica matrice di rito greco completamente diroccata che oggi si sta cercando di recuperare e riportare all’antico splendore.
La costruzione della Chiesa Madre facilitò, anzi accelerò la trasmigrazione delle famiglie più nobili, del corpo municipale e del Clero. Solo qualche pio religioso rimase nella vecchia Matrice officiata dai Preti di rito greco-bizantino, oltre che nella Chiesa del Giudice Giusto, sempre sul colle.

Siccome nella rupe di San Vitale mancava l’acqua potabile, tanto che ancora ci sono cisterne per la conservazione dell’acqua piovana, nei primi anni del 1400, i cittadini – a maggioranza – decisero di scendere nell’attuale paese e precisamente nei quartieri: «Pozzo   Pagliarelli – Bagni» che sono così i rioni più antichi del nucleo urbano. Il primo «Pozzo» prese nome da un pozzo esistente in mezzo ad alcuni fabbricati rurali; il secondo «Pagliarelli» dalle case improvvisate con tettoie di paglia; il terzo «Bagni» per le acque correnti che servivano per le Concerie (esiste ancora oggi nel quartiere «Badia» la via Conceria). La Chiesa Madre «Santissima Trinità» è perciò da considerarsi – de jure – la continuazione della precedente Chiesa Madre «Santa Maria dell’Udienza».
Attorno alla nuova Chiesa sorsero subito nuovi edifici.

Principali restauri

Crocifisso dipinto su tavola del 1300

Pulpito

-Nel 1650 si abbellì la Chiesa delle volte che in origine mancavano e di marmi policromi. Si nascose però la travatura antica e le iscrizioni originarie. Era Arciprete Don Pietro Billone.
-Nel 1724 si accrebbe l’Abside con la costruzione del coro per la collegiata e la tribuna del Corpo Municipale che prima erano nel centro della Chiesa. Era Arciprete Don Giuseppe Bellavia.
-Nel 1769 venne abbellita la volta ed impreziosita l’Abside con gli stucchi di Antonio Messina, stuccatore di Castronovo. Era Arciprete Don Vito Mastrangelo.
-Nel 1825 con l’Arciprete Don Giuseppe Carnovale venne riformato l’interno con l’intonaco e la Croce col Cristo (opera di autore ignoto del 1301), venne tolta dall’arco centrale dal quale pendeva con catena di ferro e collocata in alto sull’abside.
-Nel 1828 vi fu un restauro generale del Sacro tempio ad opera dell’Arciprete Don Felice Maria Traina.
-Nel 1878 l’Arciprete Don Giacomo Traina restaurò ancora questo tempio e lo arricchì di mobili e di arredi. Operò il restauro Io stuccatore Andrea Sesta.
-Nel 1907, l’indomani di Pasqua, venne chiusa al culto per consentire il restauro organizzato dall’Arciprete Don Antonino Pace.
-Ulteriori restauri si ebbero con gli Arcipreti Don Calogero Reina e Don Bernardo Lino.
Nel 1960 l’Arciprete Don Francesco Giordano realizzò la coloritura generale del Sacro Tempio per interessamento del concittadino emigrato in America mr. Joseph Picone.
Il restauro venne diretto dal  Prof. Antonio Platania.
Nel 1985 con l’arciprete Don Onorio Scaglione, il I Settembre la Chiesa Madre venne chiusa al culto per consentire i lavori di consolidamento, pulitura e coloritura dell’intero edificio, la ristrutturazione del pavimento e la sistemazione completa e definitiva del tetto sia della chiesa che della torre  campanaria. Venne riaperta al culto solennemente, il 14 Settembre del 1986, con un rito Pontificale presieduto da Sua Eminenza il Signor Card. Salvatore Pappalardo Arcivescovo di Palermo con la partecipazione dei sacerdoti del VI vicariato.
La Chiesa  Madre di Castronovo è certamente una delle più belle Chiese del circondario.
E un’opera veramente grande, colossale, artistica, dalle linee architettoniche molto ben definite, dalla finezza e ricchezza dei suoi stucchi e adorni.
Il popolo Castronovese sempre e ben a ragione è stato fiero e santamente orgoglioso di avere costruito e di possedere un’opera così grandiosa, frutto dei sacrifici e dell’ingegno di intere generazioni.

Archivio Parrocchiale
– Registri di battesimi, cresime, matrimoni, defunti dal 1580 a oggi
– “Cronicon”: diario di cronistoria parrocchiale

Stipo in avorio del 1300